Ho appreso con una certa soddisfazione la notizia dei giorni scorsi della valutazione positiva, da parte dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, del Piano di agglomerato di quinta generazione del Mendrisiotto e basso Ceresio (il cosiddetto PAM 5).

Il documento è stato preavvisato positivamente ritenendo che le misure proposte hanno una efficacia, tra le altre cose, per migliorare la qualità di vita favorendo la mobilità all’interno del distretto. È bene sottolineare come i Piani di agglomerato si occupino di mobilità lenta, trasporto pubblico, traffico individuale motorizzato, insediamenti e paesaggio. Purtroppo, e questo è un errore strategico della politica federale che ho già avuto modo di denunciare diverse volte, i Piani di agglomerato non contemplano i grandi progetti ferroviari o autostradali che, in concreto, per il Mendrisiotto sarebbero il completamento di Alptransit a sud di Lugano ed il Polume. Il limite di questa impostazione è che lo sviluppo territoriale avviene a compartimenti stagni, quando invece la nostra regione, attraversata dalla ferrovia, dall’autostrada e vicina al confine (con tutto ciò che comporta), avrebbe bisogna una visione unitaria.

La valutazione positiva da parte dell’Ufficio federale é un passaggio determinante affinché il Consiglio federale abbia a presentare al Parlamento il relativo credito per la realizzazione delle opere contenute. Il PAM 5 prevede circa una cinquantina di milioni di investimenti per la mobilità della nostra regione (utili anche per l’economia locale). Le opere riguardano la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali e la messa in sicurezza delle strade a beneficio di tutti gli utenti (pedoni, ciclisti, traporto pubblico e automobilisti). La novità del PAM 5 è stata l’introduzione di un nuovo concetto: assicurare il più possibilità la continuità di esercizio della rete ciclopedonale. Oggi i percorsi ciclabili sono pericolosi a causa dell’incrocio con strade cantonali, ferrovia, ecc. Attraverso la realizzazione di passerelle e sottopassi si vuole mettere in sicurezza la mobilità ciclopedonale a beneficio anche della tranquillità del traffico automobilistico. Soltanto in questo modo avranno un senso le diverse piste ciclabili, pianificate nei PAM 1, 2 e 3, che anche in questi mesi si stanno realizzando (cfr. cantieri per la pista Mezzana – Coldrerio, cantiere in zona Penz, l’ascensore inclinato alla stazione di Balerna, ecc).

In qualità di ex presidente della CRTM non posso che ringraziare ancora una volta i miei colleghi di Commissione, così come tutti i rappresentanti dei Municipi e degli Uffici tecnici della nostra regione grazie ai quali, attraverso un lavoro serio, competente e di concertazione, è stato possibile allestire un documento valido da presentare a Berna. Ora, il prossimo passo sarà il PAM 6, nell’ambito del quale si potranno rafforzare ulteriormente i progetti già pianificati a beneficio di una buona qualità di vita.

Andrea Rigamonti

Deputato PLR al Gran Consiglio

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